Le aree produttive del cacao nel mondo
Quali sono le maggiori aree produttive del cacao nel mondo? Rispondere serve anche a capire con quale scenario si confronta la produzione del cacao dominicano, che nel 2026 continua a far registrare numeri in crescita pur rappresentando una fetta piccola del totale globale.

Il quadro generale della produzione mondiale
Una caratteristica comune dei paesi che rappresentano le maggiori aree produttive è uno sviluppo industriale ancora basso: i maggiori produttori sono concentrati in Africa, in America Centrale e in alcune aree del Sud America. In Africa il cacao viene coltivato per lo più in piantagioni di piccole dimensioni; le eccezioni, come in Camerun, Costa d'Avorio e Congo, si devono prevalentemente all'intervento di compagnie europee o di vere e proprie multinazionali.
L'aumento delle estensioni delle piantagioni, come in alcune aree del Brasile o dell'Ecuador, risponde a criteri di vantaggio economico. In rapporto alle estensioni, l'investimento in macchinari resta meno consistente rispetto ad altre produzioni: il vero investimento è nella manodopera, e il vantaggio competitivo delle grandi piantagioni è legato alla maggiore resa.
Le fave di cacao come bilancia del mercato
Quando si parla di aree produttive si parla di produzione di fave di cacao, il parametro che determina il prezzo in base all'offerta. La produzione mondiale è aumentata di oltre 300.000 tonnellate tra il biennio 2007-2008 e il biennio 2011-2012, e pur con oscillazioni l'area più consistente resta l'Africa con circa il 73% del mercato, seguita dall'Asia con il 14% e dalle Americhe con il 13%. In quel 13% è compresa anche la produzione dominicana.
| Area | Quota del mercato mondiale | Carattere delle piantagioni |
|---|---|---|
| Africa (Costa d'Avorio, Ghana, Camerun, Congo) | ~73% | Piccole piantagioni, eccezioni con capitali esteri |
| Asia (Indonesia in testa) | ~14% | Conversione verso altre colture, focus crescente sulla qualità |
| Americhe (Brasile, Ecuador, Repubblica Dominicana) | ~13% | Estensioni in crescita, cacao fine in ascesa |
Costa d'Avorio: il gigante africano
In Costa d'Avorio la produzione comincia nel 1880 ad opera dei francesi, ma è con l'indipendenza del 1960 che il paese avvia una seria esportazione e il controllo delle piantagioni. Negli anni '70 il governo aumentò gli incentivi alla coltivazione: furono anni che videro un aumento del 344% nei profitti delle vendite. Nel paese ci sono circa un milione di piccole piantagioni che danno lavoro, tra proprietari e fittavoli, a quasi 3,5 milioni di persone.
Indonesia e Brasile: due storie opposte
L'Indonesia è tra i primi produttori per quantità ma non per qualità, spesso mediocre. Le sue esportazioni sono cominciate all'inizio degli anni '90; oggi molte piantagioni sono state convertite ad altre colture e il paese punta, con produzioni ridotte, ad aumentare la qualità del prodotto.
In Brasile la punta di diamante è lo stato di Bahia, dove la coltivazione del cacao rappresenta, dalla metà del '700, un fenomeno non solo economico ma sociale. Il paese è un grande produttore di derivati del cacao — vi hanno sede colossi come Nestlé e Kraft — e le sue esportazioni sono rivolte prevalentemente a Colombia, Paesi Bassi, Bolivia e Messico.
- Costa d'Avorio: circa un milione di piantagioni, 3,5 milioni di addetti;
- Indonesia: quantità alta, qualità in via di miglioramento;
- Brasile: Bahia come cuore storico, industria dei derivati;
- Repubblica Dominicana: volumi minori, qualità tra le più apprezzate.
